Erano più di 4 mila, la sera del primo agosto, i fans accorsi all’anfiteatro di Villapiana per assistere all’unica tappa calabrese di Franco Battiato, una delle personalità più eclettiche e originali del panorama musicale italiano. “Il Vuoto”, il concerto-evento dell’artista catanese (Riposto – CT), è iniziato con le note di “Povera Patria”, una delle canzoni più popolari di Battiato, suscitando da subito inevitabili cori entusiastici. A dividere la scena col maestro c’erano il pianista Carlo Guaitoli e Angelo Privitera, tastiere e programmazione elettronica. Hanno accompagnato Battiato il Nuovo Quartetto Italiano (il quartetto d’archi che assiste il cantautore ormai da diversi anni), gli FSC, il trio padovano rock che lo accompagna dal 2004, cioè dall’uscita dell’album “Dieci stratagemmi”, quindi le MAB, una singolare band tutta al femminile, di origini sarde ma di spirito anglosassone, la cui collaborazione nasce sul set del film “Niente e’ come sembra” (una frase di Buddha), il suo terzo film da regista, girato tra Reggio Calabria e Milo, nella sua Sicilia, con protagonisti Giulio Brogi e Pamela Villoresi, e che probabilmente debutterà ad ottobre alla festa del Cinema a Roma. Sul palco villapianese, con le alchimie dell’artista siciliano, l’innesto ironico dell’inseparabile amico e filosofo Manlio Sgalambro è stato perfetto. Stupende anche le canzoni nel dialetto siciliano che comunicano amore e che profumano di gelsomino e ricordi. Dopo “Povera Patria”, subito alcune canzoni del nuovo cd Il Vuoto, i quali brani si sono prestati molto bene alla resa “live”, pure quelle meno rock come “Era l’inizio della primavera”, derivato dalle interpretazioni del grande compositore russo Tchaikovsky, con testo di Aleksei Tolstoj e riadattato da Battiato e Sgalambro; oppure “Niente è come sembra”, “Oceano di silenzio”, “Il vuoto”. Canzoni che fanno di quest’ultimo album un’opera di nove splendide canzoni, sintesi di anni di ricerche tra atmosfere classiche, giocose e sperimentale; un inno alla vita e all’esistenza. E l’anfiteatro di Villapiana ha risposto con entusiasmo e trasporto alle provocazioni emozionali del versatile Battiato, mentre in centinaia lo seguivano interpretando in coro i brani diventati ormai cavalli di battaglia dell’artista catanese: tra esse, “E ti vengo a cercare”, “La cura”, “L’animale”, “Centro di gravità permanente”. Vengono così ripercorsi i molteplici stili musicali, che coraggiosamente, il cantautore ha sperimentato negli anni: gli inizi romantici, la musica sperimentale, l’avanguardia colta, l’opera lirica, la musica etnica, il rock progressivo e la musica leggera. Ed infine il tripudio al grande Franco Battiato. In tantissimi sono venuti via dalle gradinate del teatro per portarsi sotto il palco, accompagnando il maestro durante l’ultima carrellata di successi, con cori, salti e battiti di mani, facendo del concerto, l’evento musicale che ognuno si porterà dentro nei tempi a venire.
Paride De Paola